Il tema che guiderà le attività della Fondazione Accademia Casa di Popoli, Culture e Religioni
C´è un´immagine antica che continua a parlare al presente: il pastore che cammina accanto al suo gregge e i pascoli come spazi di vita, di incontro e di cura.
Nel 2026, la Fondazione Accademia Casa di Popoli, Culture e Religioni dedica il proprio percorso culturale e scientifico all´Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori (IYRP 2026), proclamato dall´Organizzazione delle Nazioni Unite.
Un invito a rallentare, ad ascoltare, a riscoprire modi di abitare la terra fondati sulla responsabilità condivisa, sul dialogo tra culture e sulla custodia del vivente.
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ANNO 2026: CAMMINARE INSIEME. PASCOLI E PASTORI
C´è un´immagine che attraversa i secoli e continua a parlarci con sorprendente attualità: quella del pastore che cammina accanto al suo gregge e dei pascoli che si aprono come spazi di vita, di nutrimento, di incontro. Per il 2026, la Fondazione Accademia Casa di Popoli, Culture e Religioni individua in questa immagine il tema portante delle proprie attività, accogliendo l´«Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori (IYRP 2026)» proclamato dall´Organizzazione delle Nazioni Unite.
Una storia che ci riguarda Prima delle città, prima delle strade, prima dei confini, ci sono stati i pascoli: luoghi aperti, attraversati da passi lenti, dove l´essere umano ha imparato ad ascoltare la terra, a rispettarne i tempi, a prendersi cura della vita fragile che gli era affidata. Il pastore non corre, non possiede, non domina. Veglia. Conosce i sentieri, osserva il cielo, riconosce le stagioni. Sa che la vita si custodisce insieme e che nessuno si salva da solo.
Una parola che attraversa la Bibbia Nella Bibbia, la storia della fede nasce spesso lungo i pascoli. Abramo parte con le sue greggi; Mosè impara a guidare il popolo mentre custodisce il bestiame nel deserto; Davide è pastore prima di diventare re. Il Salmo 23 affida a questa immagine parole semplici e universali: «Il Signore è il mio pastore». Nei Vangeli, Gesù si presenta come Buon Pastore: non colui che esercita potere dall´alto, ma chi cammina accanto, chi si ferma, chi cerca chi si è smarrito. È un linguaggio che parla di cura, responsabilità, relazione.
Un simbolo che unisce le culture In molte culture del mondo, il pastore è figura di saggezza silenziosa. Le vie della transumanza hanno storicamente messo in contatto popoli diversi, generando scambi, narrazioni, tradizioni e riti condivisi. I pascoli sono stati – e restano – luoghi di incontro più che di separazione. Dal punto di vista umano e antropologico, il pastoralismo racconta un modo di abitare la terra fondato sull´equilibrio, sulla sostenibilità e sulla responsabilità intergenerazionale.
Un anno per rallentare e ascoltare Nel tempo presente, segnato da crisi ambientali, fratture sociali e nuove solitudini, tornare a riflettere su pascoli e pastori non è un gesto nostalgico, ma una scelta orientata al futuro. Nel 2026, la Fondazione Accademia propone un cammino fatto di incontri, studi, momenti formativi e iniziative culturali aperte a tutti: credenti e non credenti, studiosi e persone interessate, comunità locali e realtà internazionali.
Una casa aperta, come un pascolo I pascoli non hanno muri: accolgono, nutrono, chiedono rispetto. Il pastore non alza la voce: si prende cura, cammina insieme. Con questo spirito, la Fondazione Accademia Casa di Popoli, Culture e Religioni invita a vivere il 2026 come un tempo di ascolto e di responsabilità condivisa, per riscoprire che la terra è una casa comune e che il futuro nasce dalla cura reciproca.