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CASA DI POPOLI, CULTURE E RELIGIONI

Formazione / 26 giugno 2026

Roma, firmato il Patto tra le religioni in Italia

Un impegno comune per il bene pubblico e la coesione sociale

Il 25 giugno 2026, presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis a Roma, i rappresentanti di quindici realtà religiose presenti in Italia hanno sottoscritto il Patto nazionale “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”, documento che rende stabile e pubblico un percorso di confronto sviluppato negli ultimi tre anni nel quadro del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia.
L’iniziativa costituisce un passaggio di rilievo nel panorama religioso e civile del Paese. Il Patto, infatti, nasce dalla consapevolezza che l’Italia contemporanea è una società pluralistica, attraversata da differenze culturali e spirituali che chiedono di essere comprese e accompagnate non in chiave conflittuale, ma come risorsa per la convivenza democratica, la pace sociale e la responsabilità condivisa. In questo senso, il documento propone il dialogo interreligioso non come gesto simbolico occasionale, ma come metodo di lavoro, pratica di ascolto reciproco e contributo concreto al bene comune.
Il percorso che ha portato alla firma è iniziato nel 2023, grazie all’ospitalità e al coordinamento della Conferenza Episcopale Italiana. Da allora, i leader delle religioni più diffuse in Italia si sono incontrati periodicamente per riflettere sul ruolo pubblico delle tradizioni religiose, sul loro contributo alla coesione sociale e sulla possibilità di costruire linguaggi e azioni condivise in un tempo segnato da guerre, polarizzazioni, radicalizzazioni e paure identitarie. Dal 2024, a questo cammino si è affiancato anche il Tavolo interreligioso nazionale dei giovani, segno di una volontà educativa e generativa che guarda al futuro.
I firmatari del Patto sono stati: Assemblea dei Rabbini d’Italia, Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia, Centro Islamico Culturale d’Italia, Comunità Religiosa Islamica Italiana, Confederazione Islamica Italiana, Conferenza Episcopale Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Istituto Tevere, Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, Sikhi Sewa Society, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Unione delle Comunità Islamiche d’Italia e Unione Induista Italiana.
Nel testo si afferma che ogni tradizione religiosa custodisce valori, radici, esperienze e pratiche capaci di favorire rispetto, comprensione reciproca e collaborazione. Le diverse comunità si riconoscono accomunate dall’importanza di agire insieme per il bene comune, in una società secolarizzata, multiculturale e plurireligiosa, spesso ferita da conflitti ed estremismi, anche di matrice pseudo-religiosa. Il Patto richiama inoltre alcune prospettive operative, tra cui la promozione di una cultura della pace, il riconoscimento della pari dignità delle religioni di fronte allo Stato e la proposta di una giornata nazionale dedicata al dialogo interreligioso.
Particolarmente significativo è stato il secondo momento istituzionale della giornata: dopo la firma all’Ara Pacis, le delegazioni religiose sono state ricevute al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale è stata consegnata copia del Patto. L’incontro ha conferito all’evento un chiaro rilievo pubblico, confermando che il dialogo tra le religioni non riguarda soltanto le comunità credenti, ma la qualità stessa della convivenza civile e del tessuto democratico.
Nel loro insieme, la sottoscrizione del Patto e il successivo incontro con il Capo dello Stato indicano una direzione di grande interesse per il presente e per il futuro dell’Italia: quella di una laicità inclusiva, capace di riconoscere il valore delle differenze religiose senza confonderle, e di una cittadinanza condivisa nella quale le fedi possano concorrere, con la propria specificità, al progresso materiale e spirituale della società

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