Lunedì 7 febbraio si è tenuto l’evento di apertura de “Il Posto Affianco”, lo spazio dedicato ai giovani voluto dall’arcivescovo Gian Franco Saba nei locali recentemente riqualificati dell’episcopio. Un grande risultato dell’Ufficio di Pastorale giovanile, guidato da don Giuseppe Faedda, e della sua equipe, che ha lavorato in modo costante a tutte le fasi: dall’ideazione alla progettazione alla definizione della strategia di azione, fino alla comunicazione e alla promozione delle attività.

“Finalmente dopo la pandemia che ci ha fermati abbiamo potuto iniziare il percorso del Posto Affianco” ha detto don Giuseppe. “Grazie ai volontari è stato possibile definire un calendario che garantirà l’apertura quotidiana di questo spazio. Ci auguriamo che questo luogo diventi un vero punto di riferimento per i giovani sia del centro storico, dove è situato, che di tutta la diocesi: desideriamo che i ragazzi lo vedano come un punto di ritrovo, un laboratorio di idee e un luogo dove sia possibile stringere veri legami di amicizia”.

Il progetto è supportato dalla Fondazione “Accademia. Casa di popoli, culture e religioni”, che è stata presente anche nella serata inaugurale. “Era necessario avere uno spazio destinato e gestito da giovani per i giovani” ha detto prof. Antonello Mura, manager didattico della Fondazione Accademia. “Il fatto che questa iniziativa sia inserita all’interno del progetto ancora più ampio della Fondazione è, a sua volta, legato all’idea su cui l’arcivescovo Saba ha investito e investe molte energie: aprirsi al mondo dei giovani e interagire con loro come protagonisti e non meri fruitori di un servizio calato dall’alto. Il tutto ci porta a imparare noi stessi a usare con i giovani il loro linguaggio: questa è la chiave per stare con loro”.

L’evento di apertura è stato il primo passo per una nuova quotidianità del Posto Affianco: l’obiettivo, infatti, è che questo sia aperto in continuità e che sia il più possibile disponibile alla frequentazione dei giovani, perché questi possano viverlo a tempo pieno. Questo si lega anche alla questione territoriale, come ha ricordato l’avv. Sergio Porcu, vicepresidente della Fondazione Accademia: “Essere localizzato nel centro storico di Sassari ha un valore particolarmente importante, visto che ci troviamo in un quartiere che è stato, spesso e da più fronti, abbandonato e maltrattato. Il Posto Affianco ambisce a essere uno spazio culturale a servizio dei giovani, e per questo si inserisce anche in un discorso educativo caro alla Fondazione Accademia, improntato sullo stimolo dei talenti e delle personalità. La speranza è che sia vissuto come un luogo sicuro nel rispetto delle idee di ogni giovane e che abbia una vera impronta multiculturale”.

Per tutti i presenti è stata l’occasione per conoscere i volontari che hanno aderito al progetto, giovani studenti ricchi di entusiasmo e idee per animare uno spazio che può diventare anche un sostegno per i docenti e per lo svolgimento attività extrascolastiche, nonché raccogliere le proposte che verranno dagli stessi giovani che lo frequenteranno. “Il Posto Affianco me lo immagino popolato da persone che studiano, come una sorta di biblioteca che però abbia in più anche un’area ricreativa e uno spazio di dialogo” ha detto Santina. “È una bella idea. Permette a ogni giovane di qualsiasi religione, colore, orientamento sessuale di stare insieme. Spero che andando avanti possa diventare un punto di ritrovo per chi non ha punti di ritrovo” ha detto Antonio. “Tante persone non sanno dove stare e si buttano per strada. Questo può configurarsi come un posto che ti protegge e ti inserisce in un ambiente sicuro”.

Il Posto Affianco è ora aperto dal lunedì al giovedì dalle 16:00 alle 20:00 ed è possibile rimanere aggiornati su tutte le attività tramite i canali social della Pastorale giovanile diocesana.

Valentina Sanna