L’arcivescovo Gian Franco Saba, in rappresentanza dell’arcidiocesi di Sassari e della Fondazione Accademia, Casa di Popoli, Culture e Religioni questa mattina ha partecipato alla Festa Religiosa della comunità senegalese della provincia di Sassari organizzata dall’associazione “Grande Magal Dahira Touba Sassari’’. La festa è l’occasione, per la comunità senegalese, di commemorare il Magal Touba. Un’intera giornata di lavori e preghiera cominciata alle prime ore del mattino e che andrà avanti fino alla mezzanotte per rendere grazie a Serigne Touba, difensore dei principi della libertà e della fede del proprio popolo nell’anniversario della sua deportazione in Gabon per sette anni ad opera dei colonizzatori francesi nel lontano 1895. L’appuntamento si è svolto nell’ex Cinema 4 Colonne in Corso Vittorio Emanuele.

L’intervento di Gian Franco Saba

Durante la mattinata è stata dedicata un’ora, dalle 12 alle 13, agli interventi delle autorità cittadine. Presenti, oltre all’arcivescovo, il sindaco di Sassari Nanni Campus, il Console Onorario del Senegal l’avvocato Gabriella Marogna e una rappresentanza della famiglia Guarino, proprietaria della sala che ha ospitato l’appuntamento.

<< La presenza della Fondazione Accademia in questa importante data per la comunità senegalese significa partecipare alla vostra gioia, per noi è un onore e un grande piacere prendere parte concretamente alla vostra felicità in questo appuntamento, grazie per l’invito. La festa di oggi, momento di preghiera e di riflessione collettivo per tutta la vostra comunità, è davvero speciale. So che in tanti, per questa occasione, decidono di tornare in patria per qualche giorno: non vi è infatti religione nella quale non esista la dimensione del pellegrinaggio, del camminare>> – il commento dell’arcivescovo che ha poi aggiunto: << Continuiamo, insieme, a coltivare la capacità di dialogo, di confronto, portiamo avanti il messaggio della pace. Questa festa dimostra quanto sia importante tenere vivo il legame, le radici, con il proprio paese e la propria comunità. Noi come chiesa diocesana viviamo l’esperienza del sinodo insieme alla chiesa universale, meditiamo sulla dimensione Casa-Chiesa-famiglia, in maniera tale da poter essere connessi gli uni con gli altri>>. Prima dei saluti finali, l’arcivescovo ha concluso: << Riscopriamo la bellezza della persona umana, della sua crescita, della fede. Credo che In città, in questo senso, la Fondazione Accademia, Casa di Popoli, Culture e Religioni possa dare un contributo significativo, affinché si possa progredire perché le scienze delle religioni comprendano insieme che il mistero della vita e della persona umana vanno rispettate dall’ inizio alla fine. Vi saluto e ringrazio ancora per il gradito invito con il vivo desiderio che questo nostro incontro possa diventare sempre più un progressivo progetto di costruzione condivisa>>.