I Circoli Laudato si’, presenti in tutto il mondo, sono piccoli gruppi di persone impegnate nel processo di conversione ecologica e in quello di approfondimento della propria relazione con Dio Creatore e con tutti i membri del creato. I Circoli si riuniscono regolarmente per pregare, riflettere ed agire con amore compassionevole e con attenzione per la nostra casa comune. Il Circolo Laudato Si’ “Golfo dell’Asinara” è nato venerdì 21 maggio, in occasione della giornata di azione mondiale per la cura della casa comune.  Tra i soggetti che lo hanno costituito ci sono l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, la cooperativa sociale San Damiano, l’Arcidiocesi di Sassari, la Fondazione Accademia e l’Associazione Fabbri arte e aiuto fondata dallo scultore Enrico Mereu. «L’idea – spiega il coordinatore del Circolo Antonello Spanu – è quella di attivare una rete territoriale costituita da un primo livello di intesa tra enti, organizzazioni, persone di buona volontà, capace di generare iniziative mirate a sensibilizzare sui temi della cura della casa comune ancorate al contesto di riferimento, tutto orientato nella prospettiva alta della Laudato Si’».

L’iniziativa, che punta a dare valore ai beni comuni e relazionali, è stata presentata ufficialmente nel corso di un webinar al quale hanno partecipato Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, Antonio Caschetto, coordinatore del Movimento mondiale cattolico per il clima, Edoardo Barbarossa referente del servizio generale giustizia e diritti umani e giustizia per la Comunità Papa Giovanni e Antonello Spanu presidente della cooperativa sociale San Damiano. Tra i vari ospiti c’è stato spazio per la profonda testimonianza dello scultore Enrico Mereu che ha raccontato il proprio percorso artistico dedicato in gran parte ai tronchi spiaggiati sull’isola: un dono, così lui lo ha definito, che gli ha permesso di avere uno sguardo diverso nei confronti di se stesso e degli altri.

L’intervento conclusivo è stato affidato all’arcivescovo Gian Franco Saba. «L’emergenza che abbiamo vissuto – ha ricordato – è certamente sanitaria ma ben più ampia nelle sue manifestazioni. In un tale contesto siamo chiamati a scoprire il volto spirituale della nostra casa comune. Mi piace quindi partire da ciò che afferma il libro della Sapienza: ‘lo Spirito del Signore riempie l’universo’. Le cose materiali che noi vediamo con i nostri occhi sono certamente immerse nella sfera della temporalità ma esse nascondono un volto più profondo. Siamo chiamati di conseguenza a scoprire la stratigrafia di questa nostra casa comune, e lì andremo a cogliere la presenza dello Spirito che riempie l’universo. Questo – ha concluso monsignor Saba – è un dono così profondo che ci mette in connessione gli uni con gli altri». 

Articolo di Michele Spanu pubblicato sul numero 23 2021 di Libertà – Settimanale Diocesano