Grande affluenza ieri martedì 20 settembre per l’incontro-dibattito dal tema “Il tempo della partecipazione per una cittadinanza attiva” organizzato dalla Fondazione Accademia, Casa di Popoli, Culture e Religioni che si è svolto nella Sala Isgrò in Corso Margherita di Savoia a Sassari. A introdurre la serata Antonello Canu, direttore operativo della Fondazione. L’incontro di ieri, come spiegato dal direttore, rientra nelle attenzioni alla vita sociale e civile del territorio che la Fondazione Accademia promuove come spazi di dialogo, incontro e confronto, con l’obiettivo di porre sempre al centro la cura integrale della persona.

L’appuntamento di ieri si è svolto in un periodo importante della vita democratica del paese che si prepara alle imminenti elezioni politiche. Per questo motivo, l’evento è stato pensato per coinvolgere i candidati del territorio. Tra loro, presenti in platea Carla Bassu, Carlo Doria, Antonella Zedda e Giovanni Satta. Tra le autorità presenti il sindaco della città Gian Vittorio Campus, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Sassari Gavino Mariotti e Quirico Sanna, assessore regionale degli enti locali.

La Fondazione Accademia in passato aveva già promosso iniziative di questo tipo come in occasione delle elezioni amministrative del Comune di Sassari, per l’elezione del Magnifico Rettore dell’Università e per le elezioni suppletive al senato dello scorso anno.

A moderare il dibattito la giornalista Vannalisa Manca. Relatore della serata Don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI. Tanti i temi toccati oltre a quello centrale sulla partecipazione per una cittadinanza attiva a partire dalle pagine del libro “Parole come Pane’’ scritto da Don Bruno Bignami. Si tratta, come evidenziato ieri durante il dibattito, di alcune parole chiave, secondo l’autore, che possono aiutarci a leggere un mondo interconnesso, toccando argomenti e macrofenomeni come lavoro, economia, giovani, comunità, periferia, Europa, cura, libertà, profezia, uguaglianza, caratteristici di una fase storica che si spera di definire “della post pandemia”. Una fase che, sempre più, chiamerà in causa responsabilità individuali e collettive, forte senso delle relazioni umane, volontà di abbracciare stili di vita rinnovati, dando valore alla cittadinanza attiva. Atteggiamenti che contrastano con almeno due grandi mali della nostra epoca: l’individualismo e l’assertività. Oggi – afferma Don Bignami facendo riferimento al Concilio Vaticano II e al magistero di Papa Francesco – appaiono più che mai necessari incoraggianti percorsi di speranza, formando le coscienze alla responsabilità per la “casa comune”.

In chiusura, le conclusioni sono state affidate all’arcivescovo metropolita di Sassari Gian Franco Saba che è tornato sul tema della partecipazione attiva: << Il Messaggio che mi sento di dare come arcivescovo è quello di coinvolgersi non delegando. Mi rivolgo a tutti i cittadini perché si vada a votare. L’azione del voto non è un fatto clientelare, non è un atto di servitù e di asservimento a una persona. Votare significa, con la propria coscienza, esprimere il proprio parere, non sulla persona ma sulla gestione della res pubblica. È un atto di responsabilità in occasione del quale uno offre il proprio contributo: questo è un aspetto molto importante da riscoprire. La partecipazione è anche quella di chi si è messo in gioco affrontando le sfide di un momento di transizione sociale e culturale nell’esporsi ad un agone pubblico che non sempre è benevolo poiché mettersi in gioco implica esporsi>>