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CASA DI POPOLI, CULTURE E RELIGIONI

Formazione / 10 marzo 2026

Custodire i più fragili: a Sassari un “patto educativo” tra comunità e digitale

Giovedì 5 marzo, nella Sala Conferenze ERSU di Sassari, si è svolto il convegno “Custodire i più fragili. La tutela dei minori tra responsabilità educativa e prevenzione dei rischi. Rete sociale e rete digitale”, promosso dal Servizio diocesano per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili dell´Arcidiocesi di Sassari e dalla Fondazione Accademia – Casa di Popoli, Culture e Religioni.
L´incontro ha riunito Chiesa, istituzioni, scuola e professionisti del territorio per riflettere sulla protezione dei minori in un tempo segnato anche dalle sfide del mondo digitale. Il convegno ha sottolineato fin dall´inizio come la tutela dei più piccoli non sia una questione di settore, ma una responsabilità condivisa tra famiglie, comunità educative e ambienti online.

Nei saluti istituzionali, mons. Antonio Tamponi, l´assessora comunale Laura Careddu e l´avv. Valeria Aresti hanno richiamato la necessità di superare l´indifferenza e costruire una corresponsabilità concreta per affrontare rischi sempre più complessi.

Gli interventi dell´avv. Maria Suma e di don Fortunato Di Noto (fondatore di Meter) hanno approfondito il tema della prevenzione e dei pericoli presenti nella rete. È emersa con forza l´urgenza di una vigilanza educativa capace di accompagnare i minori anche nel mondo digitale, dove fenomeni come l´adescamento, la diffusione di materiale pedopornografico e le manipolazioni tramite intelligenza artificiale rappresentano nuove frontiere dell´abuso.

Accanto alle relazioni principali sono intervenuti anche rappresentanti della Procura minorile, della Polizia Postale, della scuola e della Garante per l´infanzia del Comune di Sassari, evidenziando l´importanza della prevenzione e della collaborazione tra istituzioni.

L´immagine del “villaggio” educativo dice bene la necessità di una rete di adulti consapevoli, luoghi di ascolto e comunità capaci di accompagnare i più giovani anche nelle nuove sfide della cultura digitale.

Una responsabilità condivisa che chiama tutti a custodire i più fragili.

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