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CASA DI POPOLI, CULTURE E RELIGIONI

Formazione / 21 giugno 2024

Presentazione del seminario internazionale di ricerca “Religioni e Testi Sacri"

Analisi e studio interdisciplinare – Comprendere i processi che portano alla legittimazione teologico-religiosa della violenza

Nella mattinata di venerdì 21 giugno, nel Centro di Alta Formazione Padre G.B. Manzella della Fondazione Accademia, ha avuto inizio la presentazione del Seminario Internazionale di Ricerca dal titolo Religioni e Testi Sacri: analisi e studio interdisciplinare Comprendere i processi che portano alla legittimazione teologico-religiosa della violenza, la cui conclusione avverrà sabato 22 giugno. Il Seminario è stato aperto dall'intervento dell'arcivescovo Gian Franco, che ha detto: «Il concetto di Accademia in Italia è diverso dal concetto che si ha in Francia. Da noi si è creato il concetto di Accademia troppo illuministico e si è persa la dimensione umanistica dell'Accademia. Questo ha creato poi anche un po' di disaffezione, ritenendo che l'Accademia sia un élite e solo per un élite. Sono contento che questo incontro sia centrato proprio sul tema Religioni e testi sacri: analisi e studio interdisciplinare. Un dialogo interreligioso. La conoscenza e la conoscenza reciproca passa attraverso step differenti, attraverso una conoscenza di vita e di partecipazione. Ma cosa vuol dire fare Accademia? Uno degli obiettivi del progetto dell'Accademia Casa di Popoli, Culture e Religioni è recuperare la dimensione umanistica dell'Accademia non come separazione elitaria dalla vita, ma avvalendosi delle diverse competenze, delle esperienze, delle conoscenze. Nel manifesto e nel progetto dell'Accademia, L'altro è la realtà, si fa riferimento ad autori di strumenti di lavoro che ci aiutano a comprendere il senso del fare accademia, del come intendiamo sviluppare il progetto. L'ascolto reciproco, imparare dall'altro, creare una cultura della convivialità sono punti interessanti, che mi sembrano rilevanti. Alcuni provano a fuggire dalla realtà rifugiandosi in mondi privati, altri l'affrontano con violenza distruttiva. Tra l'indifferenza egoista e la protesta violenta c'è un'opzione sempre possibile: il dialogo».
Simone Giuliani Scritto da Simone Giuliani

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